Mobilità elettrica: il punto della situazione
Entriamo con questo 2010 nell’era della produzione di massa dei veicoli elettrici.
Secondo Frost & Sullivan nel 2015 solo in Europa circoleranno 480mila unità e si ipotizza che entro il 2020 il 10% del parco auto sarà elettrico. Ad eccezione dei modelli di alcuni produttori di nicchia come G-Wiz e Tesla già disponibili, nel 2011 potremo assistere ad una vera e propria invasione del mercato dei primi modelli elettrici seriali di Mitsubishi, Volkswagen, Nissan, Bmw, Renault e, a seguire nel 2012, di tutte le altre case automobilistiche.
Tra le iniziative europee a sostegno della mobilità elettrica, intanto, qualche segnale positivo giunge proprio dal nostro Paese. Il prossimo giugno partirà il progetto pilota annuale “e-moving” a Milano e Brescia, frutto della collaborazione tra i due Comuni, A2A e gruppo Renault-Nissan, per la sperimentazione di 60 veicoli elettrici Renault a zero emissioni e per la realizzazione di una rete di 270 punti di ricarica (200 a Milano, 70 a Brescia) destinati a veicoli elettrici di ultima generazione, capaci di percorrere circa 160 km con un “pieno”. Enel e Piaggio, invece, hanno firmato un accordo per realizzare test sull’interazione tra l’infrastruttura di ricarica Enel e i veicoli elettrici e gli scooter ibridi Piaggio; nel corso del 2010 Piaggio fornirà alcuni veicoli elettrici e ibridi per i progetti di sperimentazione, mentre la società elettrica installerà 400 punti di ricarica a Roma, Milano e Pisa.
Un mercato promettente, quello della “e-mobility”, non solo per l’ambiente, per i fatturati delle case automobilistiche e di tutte le imprese dell’indotto legato alla componentistica, ai sistemi di ricarica e alla produzione di batterie, ma anche per il nostro budget, se davvero basteranno 2 euro per percorrere 100 km, contro i 10 euro necessari con un normale motore a benzina. Anche i costi di manutenzione del motore, assicurano gli esperti, sono nettamente inferiori. L’unica criticità, relativa ai tempi di ricarica ancora lunghi (tra 6 e 8 ore per una ricarica completa), è già allo studio di esperti R&D, con l’obiettivo di ridurre i tempi di ricarica delle batterie a 2 ore.
Una buona opportunità di business anche per tutti i produttori di macchine utensili e i fornitori di tecnologie d’automazione, che saranno presumibilmente coinvolti in un processo di aggiornamento delle linee di produzione dei veicoli e di tutta la relativa componentistica, dalle batterie ai sistemi di ricarica. E’ nella mobilità elettrica che molti protagonisti del nostro settore scommetteranno in futuro, a partire dagli appuntamenti del nuovo padiglione MobiliTec ad Hannover Messe 2010.
Restando in Italia e più precisamente a Genova ricordiamo che da quattro anni opera una società che si chiama Ecomission che produce e commercializza veicoli elettrici ed infrastrutture per la mobilità sostenibile,Genova potrebbe diventare la città testimonial di questo nuovo cambiamento,i presupposti ci sono tutti.
Il progetto è ambizioso e realistico e potrebbe tradursi in investimenti massicci ed occupazione significativa se solo l'amministrazione pubblica si aprisse al progetto.




